Dalla diagnosi precoce ai trattamenti sempre più personalizzati.
Il tumore della mammella rappresenta, ancora oggi, la neoplasia più frequente nella popolazione femminile. In Italia, ogni anno, quasi una donna su sette riceve questa diagnosi nel corso della vita. Un numero che può spaventare ma che porta con sé un dato molto incoraggiante: mai come oggi la GUARIGIONE, la sopravvivenza e la qualità di vita delle Pazienti affette da carcinoma mammario, sono migliorate grazie alla prevenzione e ai progressi terapeutici.
La prevenzione: il primo alleato delle donne
Quando si parla di tumore della mammella, la parola chiave è prevenzione. Essa si declina in diverse tipologie ma le più conosciute sono due: Prevenzione Primaria e Prevenzione Secondaria.
La prevenzione Primaria riguarda l’adozione di stili di vita sani: mantenere un peso adeguato, praticare attività fisica regolare, limitare il consumo di alcol (evitarlo come il fumo sarebbe ancor meglio!), seguire una dieta equilibrata ricca di frutta, verdura e fibre riduce sensibilmente il rischio di ammalarsi (e non solo di patologia mammaria!!!). Anche l’allattamento al seno ha un effetto protettivo riconosciuto.
La Prevenzione Secondaria, invece, significa diagnosi precoce. I programmi di screening mammografico, oggi offerti gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale a tutte le Donne (le fasce di età possono variare da Regione a Regione, in Liguria le Pazienti coinvolte sono tra i 50 ed i 74 anni), hanno cambiato radicalmente la storia della malattia. Diagnosticare un tumore molto piccolo e privo di sintomi, consente di intervenire in modo non invasivo e con altissima probabilità di guarigione. La Regione Liguria è da anni molto attiva in questo senso, con un’attività capillare di sensibilizzazione, corrisposta da un grado di aderenza al programma di screening superiore al 50 per cento.
Trattamenti sempre più mirati
La diagnosi precoce, negli ultimi decenni, ha consentito anche una rivoluzione dei trattamenti Chirurgici e Medici.
Un tempo la Chirurgia era demolitiva, oggi il maggior numero degli interventi è conservativo od addirittura mini-invasivo (Chirurgia Endoscopica/Robotica), rispettando la femminilità e l’integrità corporea della Donna. L’evoluzione della ricostruzione mammaria, quando necessaria, consente di restituire armonia e qualità di vita, anche alle Pazienti sottoposte ad interventi più invasivi.
Anche le terapie sistemiche (chemioterapia, ormonoterapia, farmaci biologici e radioterapia) sono diventate più efficaci e personalizzate. Non parliamo più di un “tumore della mammella” al singolare ma di diversi quadri clinici, ciascuno con le proprie caratteristiche biologiche e quindi, soggetti a trattamenti su misura. La Medicina di precisione permette di scegliere farmaci e trattamenti specifici per ogni Paziente, massimizzando i benefici e riducendo gli effetti collaterali.
Un futuro di fiducia
Il tumore della mammella rappresenta una condizione che, quotidianamente, affrontiamo applicando strumenti più efficaci e meno “traumatici”, anche grazie all’approccio multidisciplinare, il quale mette al centro della Cura il Paziente e non solo la malattia.
La sfida dei prossimi anni sarà continuare a investire nella Ricerca, diffondere la cultura della Prevenzione e garantire a tutte le donne, senza differenze culturali o sociali, la stessa possibilità di cura.
La LILT, insieme alle Breast Unit della Regione Liguria, è quotidianamente impegnata in questo percorso, con l’obiettivo di trasformare sempre più spesso una diagnosi di tumore in una storia di rinascita.
A cura di Dott. Stefano Spinaci
Responsabile UOS Senologia Territoriale ASL3 Genovese
Breast Unit Ospedale Villa Scassi
Coordinatore Regione Liguria LILT