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Tumori del collo dell’utero: nuovi test per lo screening ginecologico

Introduzione ai nuovi test per lo screening ginecologico e implementazione degli stessi presso poliambulatorio LILT Genova

Ormai è accertato che i tumori del collo dell’utero sono dovuti al virus del papilloma (HPV) per il quale è disponibile un vaccino che viene offerto gratuitamente ai giovani di 12 anni (anche maschi), ma che può essere eseguito anche in pazienti di qualsiasi età che abbiano comportamenti a rischio, infezione in corso o alterazioni delle cellule rilevate con pap test.

Questa conoscenza ha portato a modificare le strategie dei controlli che devono essere effettuati per la diagnosi precoce di questi tumori, strategie che si basavano fino a poco tempo fa sul solo pap test, che è comunque in grado di individuare le anomalie cellulari che possono precedere lo sviluppo di un tumore vero e proprio.

Attualmente lo screening si basa sulla ricerca non solo delle anomalie delle cellule ma anche sulla ricerca della presenza del virus, la cui assenza identifica soggetti a rischio quasi nullo di sviluppare un tumore nei 5 anni successivi.

È necessario ricordare che la maggior parte dei soggetti affetti da virus guarisce e le eventuali alterazioni cellulari (se presenti) scompaiono spontaneamente e solo poche progrediscono in un tumorale; questa evoluzione è dovuta ai ceppi più pericolosi del virus che sono quelli per cui ci si vaccina.

Detto questo vediamo quali sono i nuovi test proposti per lo screening:

PAP TEST in fase liquida, detto THIN PREP, con eventuale ricerca del virus: il prelievo si effettua come un pap test convenzionale ma le cellule raccolte vengono messe in un apposito liquido, in laboratorio si possono analizzare le cellule con migliore accuratezza rispetto ad un pap su vetrino, e contemporaneamente, se richiesto, cercare la presenza del virus.
Il fastidio percepito è come quello del classico pap test per cui oggi le più importanti società scientifiche consigliano di impiegare questi test nello screening.
I costi maggiori sono compensati dal fatto che in caso di negatività sia delle anomalie cellulari sia della presenza di virus rimanda di 5 anni al successivo controllo; attualmente ricordiamo che il programma dei controlli prevedeva il pap test ogni 3 anni dai 25 ai 64 anni, salvo situazioni particolari.

Pertanto non è che il classico pap test, al quale in questi decenni dobbiamo la drastica riduzione della mortalità da tumore del collo dell’utero, perda un suo ruolo nella diagnosi delle lesioni precancerose, ma in futuro verrà sostituito da questi nuovi esami che sono più accurati e che permettono di individuare soggetti a rischio che meritano maggiori attenzioni.

La LILT, in accordo con quanto programmato dalla Regione Liguria, offre pertanto la possibilità di eseguire:

Per dare un servizio quanto più completo ed utile sarà possibile eseguire anche:

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