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Giornalino
TANGOTERAPIA PER IL PROGETTO ANCORA DONNA

“È un pomeriggio come tanti, ma nella sala del Centro Buenos Aires si respira un’aria diversa. È un luogo intimo, delicato, ricco di emozioni. Uno spazio sacro in cui il tempo è scandito al ritmo del cuore.
Rabbia, tristezza, confusione, pensieri, tensione… Ogni vissuto viene ascoltato ed accolto. Poche parole, molti sguardi. E questo corpo… È un corpo stanco, un corpo che ha bisogno di carezze, di piacere, di cura. È un corpo che ha bisogno di Essere, di Esserci, di Ritrovarsi.
Gli sguardi si incontrano, i corpi si avvicinano, fino a lasciarsi andare completamente in un abbraccio, dolce e sensuale, che permette a ognuno di “sentirsi”, annulla i pensieri, rilascia le tensioni. Gli occhi si chiudono, un calore sale dal basso invadendo il corpo. I piedi come pennelli disegnano il movimento, si incontrano, si accarezzano, seducono.
Tenerezza, divertimento, felicità, leggerezza, rilassamento…
I vissuti si trasformano: adesso c’è lo spazio perché emergano nuove emozioni.”
(Breve racconto di un incontro)

Il laboratorio di Tango-Terapia si inserisce tra le diverse attività del progetto Ancora Donna promosso dalla Lilt di Genova.
Il metodo utilizzato è quello del Dr. Federico Trossero, psichiatra e psicoanalista argentino, che da anni ha introdotto la Tango-Terapia anche nel campo della Medicina Integrata, come aiuto nei percorsi di riabilitazione da patologie invalidanti. Uno dei primi esempi in Italia è stato quello dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma, che ha inserito un percorso di Tango-Terapia come sostegno ai pazienti del reparto di Oncologia. Attualmente sono attive diverse realtà nazionali e internazionali di utilizzo della Tango-Terapia in patologie come Alzheimer, Parkinson, disturbi cardiovascolari e altri, che testimoniano i suoi effetti benefici a livello della memoria, nella coordinazione dei movimenti, nell’abbassamento del livello di attivazione fisiologica (stress) e conseguente prevenzione cardiovascolare.

Il Tango, infatti, agisce come strumento terapeutico, sia per le sue caratteristiche intrinseche che determinano dei cambiamenti positivi a livello biologico, sia perché può essere utilizzato all’interno di un più ampio lavoro psico-emozionale di gruppo.

La malattia oncologica spesso lascia un vissuto di mortificazione del corpo e dell’immagine di sé. Si tratta di un corpo che diventa sempre più estraneo e anche nemico, che porta in sé la memoria della malattia e che, alla fine dei trattamenti, rischia di rimanere un elemento disturbante sullo sfondo di una quotidianità da recuperare.
Durante la malattia il corpo è percepito quasi esclusivamente attraverso il dolore e questo genera l’idea che non ci sia più la possibilità di un corpo vibrante, vitale, canale di emozioni.

Il Tango permette di raccontare senza parlare, di ascoltare e di comunicare, di risperimentare se stessi nel mondo e nella relazione con l’altro. Il corpo che gioca, che balla, che funziona, creativo, innesca l’esperienza intima del piacere e della gioia di vivere.
Nell’abbraccio c’è una comunicazione immediata, diretta, tra due corpi che trovano la loro più intima connessione attraverso il sentire e in una piena presenza a se stessi e all’altro.

Si innesca così un’esperienza emozionale intima, di contenimento, di accettazione e di sensualità, che evoca un vissuto di piacere legato al corpo e all’essere corpo.
L’espressione della sensualità e della possibilità di sedurre, spinge la donna a riconquistare la sua femminilità e ripristinare un’immagine di sé piacevole e attraente, amando se stessa e il proprio corpo.

Lasciarsi andare implica quella perdita del controllo, che durante la malattia è legata a sentimenti di paura e di angoscia. Attraverso il Tango è possibile vedere ed accogliere queste emozioni per poi permettersi un’esperienza positiva di fiducia e di abbandono all’interno di un abbraccio che contiene.

Il partner/familiare che partecipa può trovare nel laboratorio uno spazio in cui rigenerare la relazione che, spesso, viene messa a dura prova dalle intense emozioni difficili che emergono durante il percorso di cura. Nell’abbraccio queste emozioni si sciolgono, nel condurre e nel guidare si supera il senso di impotenza, nel danzare insieme si riacquisisce un profondo sentimento di fiducia.

La sala di tango è un luogo accogliente e caldo, in cui si stente il fluire di un’energia vitale trasmessa dalle persone che lo abitano, perché, citando James Hillman, anche “i luoghi hanno un’anima” e, questo, è parte integrante del processo curativo.
Ritrovarsi completamente al di fuori di un contesto sanitario è essenziale, in quanto permette di distaccarsi da un’identificazione totale con la malattia e riacquisire il senso di un’identità più ampia, volgendo lo sguardo verso le infinite possibilità di Essere e la bellezza della propria ricchezza interiore.

Il laboratorio di Tango-Terapia è un’esperienza intensa e, credo, possa essere compresa soltanto leggendo, con mio profondo senso di gratitudine, le parole di chi ha partecipato agli incontri:

“Quando ballo il tango dimentico le mie cicatrici, non solo quelle fisiche, anche quelle del cuore e dell’anima. Chiudo gli occhi e immagino di essere in un castello mentre sto ballando con il mio principe azzurro. Il tango mi trascina in un mondo immaginario e non penso più a niente, mi aiuta a superare i miei momenti difficili e lo stress.” (Maria)

“Mi ha aiutata a riappropriarmi un poco della mia corporeità ferita ed offesa dalla malattia. […] Inizialmente per me è stato impensabile salire su un mezzo pubblico, camminare fra la folla, abbracciare qualcuno…Temevo continuamente il contatto fisico perchè mi avrebbe procurato dolore. Quando è iniziato il vostro corso stavo già meglio, ma avevo un estremo bisogno di riprendere a lavorare col corpo. Fortunatamente ho trovato un ambiente dove ho potuto confrontarmi in serenità, dove sono stata trattata come Persona prima che come malata.” (Barbara)

“Ghandi diceva ‘la vita non è aspettare che passi la tempesta ma imparare a ballare sotto la pioggia’.Quale migliore fortuna, durante la peggior tempesta che uno possa affrontare nella vita, trovare delle splendide persone che ti insegnano addirittura il ballo che fa danzare la tua anima?
Coccolate dagli abbracci ‘da stazione’ di Maria Vittoria e Max, con la musica che guida i nostri passi, viviamo per un’ ora e mezza ogni settimana un’ esperienza intensa capace di trasformare i nostri stati d’animo. Una passeggiata a ritmo di tango che ci conduce dalla tristezza alla serenità.” (Letizia)

“Un’esperienza per me entusiasmante. Anche se sono una frana nel ballo, in questi incontri del mercoledì dimentico i miei mille problemi di salute….insomma che dire, sono felice di far parte del gruppo.” (Paola)

“In particolare a me ha aiutato a riprendere contatto tra corpo e mente senza dover per forza riflettere su o parlare della malattia. Il mio partner ha avuto l’opportunità di fare qualcosa per me e, nello stesso tempo, trovare un sistema per affrontare lo stress. Gran parte del successo sta nella delicatezza e simpatia di Maria Vittoria e Max, che con esercizi/gioco e pazienza ci hanno condotto attraverso i passi e le note di questo mondo.” (Lucia)

I miei ringraziamenti alla LILT per l’interesse e l’inserimento della Tango-Terapia nel progetto Ancora Donna. Ringrazio l’insegnate Massimiliano Fontanini, per il suo entusiasmo e la sua energia e tutti i ballerini del Centro Buenos Aires Tango di Genova che hanno mostrato sensibilità e partecipazione.

A cura di
Maria Vittoria Salimbeni, psicologa e psicoterapeuta, specialista in Psicosintesi.

Scopri tutti i servizi di Ancora Donna e il progetto

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