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PREVENZIONE TIROIDE – Un nuovo medico nello staff LILT Genova

Il tumore alla tiroide è uno dei tumori più frequenti per le donne tra i 40 e i 60 anni, riguarda infatti circa 15.000 soggetti all’anno prevalentemente di sesso femminile, addirittura nelle donne giovani al di sotto dei  49 anni, il tumore alla tiroide rappresenta la neoplasia più frequente dopo il tumore della mammella.

Da qualche tempo l’ambulatorio di endocrinologia LILT ha come nuovo referente il dr. Lorenzo Mortara, medico specializzato in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo.
Presso il Poliambulatorio è possibile prenotare sia la visita che l’ecografia alla tiroide.

L’esame verrà fatto con ecografo digitale che grazie alle tecnologie touch e di imaging altamente performanti consente un migliore approccio clinico alla diagnosi.

 

IL TUMORE DELLA TIROIDE

CHE COS’È IL TUMORE DELLA TIROIDE?

E’ un tumore che origina da un nodulo alla tiroide, una ghiandola a forma di farfalla localizzata nel collo, davanti alla trachea e alla laringe. Produce due ormoni, la tiroxina (T3) e la triiodotironina (T4), che svolgono un ruolo importante nel corretto svolgimento delle attività, del metabolismo e dei processi di crescita di quasi tutte le cellule del corpo. L’attività della tiroide è regolata dall’ipofisi, nel cervello, attraverso l’ormone tireostimolante (TSH) che segnala la quantità di ormoni tiroidei nel sangue: quando si abbassano, il TSH induce la tiroide a liberarne una maggiore quantità, quando invece l’ormone tiroideo in circolazione è troppo l’ipofisi mette a riposo la ghiandola tiroidea.

La tiroxina e la triiodotironina sono costituite in prevalenza da iodio, perciò la disponibilità di questo elemento nel sangue è indispensabile non solo per la loro produzione ma anche per il corretto funzionamento della tiroide. In situazioni patologiche la tiroide può produrre ormoni in eccesso (ipertiroidismo) o in difetto (ipotirodismo), con conseguenze sull’intero organismo.

La crescita anomala delle cellule che compongono la tiroide può portare alla formazione di noduli. La maggior parte dei noduli sono benigni e si parla di iperplasia tiroidea, un nodulo maligno può invece progredire in adenocarcinoma tiroideo, la forma tumorale che colpisce i tessuti ghiandolari. Nel 90% dei casi si tratta di adenocarcinoma papillare, più frequente, e adenocarcinoma follicolare, che colpiscono le cellule secernenti gli ormoni tiroidei.

QUALI SONO I SINTOMI?

Il segno più comune del tumore della tiroide è un nodulo isolato all’interno della ghiandola, che si sente con le dita se si tocca il collo in corrispondenza dell’organo.

Non tutti i noduli tiroidei nascondono però forme di cancro, anzi nella grande maggioranza sono forme benigne di crescita ghiandolare. Si stima che solo il 5-10 per cento dei noduli tiroidei sia effettivamente un tumore maligno.

In rari casi, generalmente i più aggressivi, il cancro può manifestarsi già all’esordio con una massa che cresce rapidamente e che può coinvolgere estesamente il collo, in corrispondenza sia della tiroide sia dei linfonodi latero-cervicali del collo. Questi ultimi possono essere spesso coinvolti anche nelle forme non gravi e devono essere ricercati con un’attenta ecografia nelle forme giovanili.

La funzione tiroidea non è quasi mai alterata dalla presenza dei noduli, siano essi benigni o maligni, e spesso il paziente non ha alcun disturbo specifico.

COME FARE PREVENZIONE?

Il tumore alla tiroide è poco invasivo e cresce molto lentamente, perciò nella maggior parte dei casi non si manifesta in forma grave.

Le uniche strategie di prevenzione riguardano l’assunzione di iodio in quantità sufficienti per abbassare il rischio di gozzo e la palpazione della ghiandola tiroidea almeno una volta l’anno per individuare eventuali formazioni nodulari e, nel caso, l’ecografia tiroidea.

 

 

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