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Microbiota

Microbiota: un complessissimo ecosistema, costituito da trilioni di microbi, può di-ventare un’importante alleato nella prevenzione e nella cura dei tumori.

Il microbiota, più comunemente noto in passato con il termine di flora batterica, è l’insieme di tutti i microbi che vivono in simbiosi con l’organismo umano.

Per moltissimo tempo è stato quasi ignorato dalla scienza mentre da poco più di una decina di anni ha suscitato un interesse crescente da parte della ricerca fino quasi ad occupare, ad oggi, più dell’80% delle pubblicazioni scientifiche. Già nel 400 A.C, Ippocrate diceva che tutte le malattie hanno origine nell’intestino senza poter sapere che in esso era nascosto un altro “organo” costituito da un complessissimo e microscopico ecosistema in grado effettivamente di influenzare ogni aspetto della salute umana. Dobbiamo iniziare a pensare a noi stessi come un super organismo costituito da noi e dai nostri microbi e dobbiamo imparare ad accudire questi nostri coinquilini al meglio affinché ci ricambino il favore e ci permettano di vivere in salute. Nel corso dell’evoluzione umana, si è instaurata una relazione mutualistica tra l’ospite-uomo e i suoi microganismi-residenti: l’ospite mette a disposizione l’ambiente in cui vivere e i nutrienti per il microbioma intestinale che di suo, invece, metabolizza nutrienti e regola l’immunità per l’ospite, proteggendolo da attacchi di agenti patogeni.

Il Microbiota intestinale rappresenta il più grande compartimento microbico all’interno del corpo umano, seguito da quello della pelle, quello orale, quello vaginale e anche quello polmonare; è costituito da trilioni di microorganismi tra cui batteri, funghi, protozoi, virus, fagi, archea che con il loro genoma (microbioma) rivestono un ruolo di primo piano nel mantenimento della salute ed anche nell’evoluzione della malattia. C’è una importante re-lazione tra Microbiota e sistema immunitario; i nostri microrganismi rappresentano dei veri e propri personal trainer per il sistema immunocompetente e rivestono un ruolo cruciale nei meccanismi di infiammazione Ma entriamo più nel dettaglio, cercando di semplificarne l’enorme complessità. Possiamo fare una grossolana distinzione tra microbi buoni e cattivi, ovvero tra microbi probiotici (microorganismi “buoni” che lavorano per il nostro benessere, producendo per noi, in cambio della nostra ospitalità e del cibo che gli forniamo, una vasta serie di molecole importantissime per noi) e patobionti (tutta una serie di microorganismi potenzialmente patogeni che in condizioni di equilibrio risultano innocui ma se si instaurano le condizioni ottimali ad una loro crescita incontrollata possono arrecare gravi danni al loro ospite) L’equilibrio o eubiosi tra probiotici e patobionti è un punto chiave per il mantenimento della salute umana. Laddove si crei un disequilibrio o disbiosi, e ci sia una proliferazione eccessiva di patobionti si avrà un aumento della produzione di molecole proinfiammatorie che, se protratto per lungo tempo, potrà innescare meccanismi infiammatori importanti, alla base della maggioranza delle patologie croniche degenerative tra cui i tumori. Lo sviluppo di un tumore è il risultato di diversi fattori combinati fra loro tra i quali il sistema immunitario, la predisposizione genetica e l’ambiente ed oggi sappiamo quanto sia crucia-le il ruolo di infiammazione, stress ossidativo e microbiota. Un filone della ricerca si è focalizzato proprio sulla correlazione tra Microbiota e patogene-si del cancro ed anche tra Microbiota e risposta dell’ospite alle terapie oncologiche. Anche se ad oggi la ricerca è in continua evoluzione e non possiamo ancora avere degli studi conclusivi, appare sempre più’ evidente l’importanza di rivolgere un profondo interesse e profondere impegno nello studio di queste correlazioni. Molti dei batteri intestinali si inseriscono a pieno titolo in numerosi processi infiammatori e immunitari che risultano coinvolti nell’eziologia tumorale soprattutto a causa delle loro proprietà metaboliche e della loro capacità di indurre o meno disbiosi con conseguente alte-razione della permeabilità della membrana intestinale e sbilanciamento della produzione di mediatori pro-infiammatori e immunitari che raggiungono il circolo ematico.

Alcuni batteri possono creare il terreno ideale per la crescita tumorale aumentando la loro produzione di mediatori pro-infiammatori partendo dal metabolismo delle sostanze che introduciamo con la dieta e alterando la risposta immunitaria dell’ospite. Ad esempio diversi studi hanno dimostrato correlazione tra microbiota e tumore del colon-retto ed anche alle metastasi di questo tumore che sono spesso osservate a livello epatico. É stato visto come un’alterazione della barriera vascolare intestinale favorisca la trasloca-zione batterica nel torrente circolatorio, facilitando così lo sviluppo di metastasi epatiche in presenza di tumore al colon-retto. Visto questo attivo coinvolgimento del microbioma, agire su batteri associati al tumore potrebbe quindi essere una valida opzione terapeutica. Inoltre si sta delineando un sempre più evidente coinvolgimento del microbiota anche nella risposta alle terapie con crescenti dimostrazioni di come il microbioma intestinale sia in grado, in alcuni casi, di modulare la risposta dell’ospite ai trattamenti oncologici, dalla chemioterapia alla radioterapia o immunoterapia. Ad esempio l’immunoterapia è un tipo di trattamento antitumorale che induce una risposta del sistema immunitario contro le cellule tumorali, ma non tutti i pazienti rispondono al trattamento e diversi studi hanno dimostrato che l’efficacia dipende dalla presenza di alcuni batteri intestinali; il modo in cui il microbiota riesca a modulare tali effetti non è ancora del tutto chiaro ma apre la ricerca ad una serie di nuove possibilità per potenziare l’efficacia dei farmaci. Nonostante un essere umano condivida con un altro essere umano il 99, 9% dei geni, non troveremo mai due esseri umani con lo stesso microbioma: si ritiene che se ne condivida solo un 10% e questo ci da un ‘idea di quanta complessità e variabilità ci sia e quanto sia difficile stilare dei protocolli terapeutici validi per tutti. Sicuramente sappiamo come alcuni batteri o virus abbiano una maggiore correlazione con lo sviluppo di patologie oncologiche e conosciamo anche molti microrganismi con effetto protettivo antinfiammatorio molto importante come ad esempio bifidobatteri e Akkermansia muciniphila. Dobbiamo sicuramente puntare sulla prevenzione primaria e nell’ambito di questa andare a dare un posto di risalto proprio al Microbiota. Ma come possiamo proteggere il nostro microbiota e come dobbiamo agire per implementarlo così da renderlo benefico, antinfiammatorio e quindi preventivo? Attraverso il nostro stile di vita! Moltissimi fattori ambientali sono in grado di modulare il microbiota in senso negativo: farmaci (antibiotici, antiacidi, ecc.), inquinanti ambientali, conservanti, cibi proinfiammatori, stress.

Quello che introduciamo nel nostro apparato digerente ha un effetto sui nostri coinquilini in senso positivo o negativo a seconda delle nostre scelte. Quello che dobbiamo sapere è che i batteri “Buoni” che producono per noi molecole antinfiammatorie si nutrono di fibra, quindi tutto ciò che appartiene al regno vegetale e sono loro le guardie che, se in forza, riescono a tenere a bada la sovra-crescita dei patobionti. Quindi, come dicono le linee guida internazionali, dovremmo prediligere nella nostra alimentazione cibi di origine vegetale: cereali integrali, legumi, verdura, frutta, semi oleaginosi, frutta secca a guscio e limitare invece il consumo di carni, soprattutto rosse, carni processate, uova, formaggi, cibi raffinati, cibi industriali pieni di conservanti, edulcoranti. Sappiamo con sicurezza che persone con un microbiota sano ed una corretta eubiosi intestinale hanno meno probabilità di ammalarsi rispetto a soggetti con disbiosi intestinale. Risulta quindi evidente che dobbiamo dare molta importanza alla nostra funzionalità intestinale: andare in bagno regolarmente, almeno 1 volta al giorno, con feci morbide ma for-mate, rivela una buona eubiosi intestinale. Osservare le nostre feci è una cosa importante che dovremmo sempre fare: nel momento in cui si presentasse diarrea o stipsi, gonfiori intestinali o dolori addominali saremo in presenza di disbiosi e dovremmo cercare di correggerla attraverso una corretta alimentazione ed eventualmente l’utilizzo di probiotici e prebiotici. Un messaggio importante è che per avere una buona biodiversità microbica, associata ad eubiosi e corretto funzionamento intestinale, la dieta deve essere estremamente variata; non pensiamo di poter integrale la fibra aggiungendo crusca qua e là. Ogni vegetale diverso sarà da nutrimento a ceppi probiotici differenti, quindi dovremmo focalizzarci su una dieta con un’elevata varietà di cibi vegetali, fino a 30 specie diverse nell’arco della settimana, cercando di orientarci ai dettami della vera dieta mediterranea che vedeva la presenza di una grande quantità di cereali integri, verdure, legumi, frutta, semi e minor con-sumo di carni, uova e formaggi. Quindi la prevenzione primaria, della nostra salute e del nostro microbiota intestinale deve focalizzarsi su sana alimentazione, attività fisica e buona gestione dello stress; quello che sappiamo da anni ma alla luce di queste nuove conoscenze dovremmo avere un’occhio di riguardo per il nostro intestino e per i suoi abitanti.

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