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COME SI APPLICA L’OSTEOPATIA IN AMBITO ONCOLOGICO?

Abbiamo chiesto a Giovanna Cellerino, osteopata del Progetto Ancora Donna di raccontarci come si applica l’osteopatia in ambito oncologico.

I: Buongiorno Giovanna, in che cosa consiste il progetto Ancora Donna?

G: È un progetto di LILT,  che offre alle pazienti oncologiche una serie di servizi per la cura ed il benessere della persona, completamente gratuito.

I: Cosa fa l’osteopatia?

G: L’osteopatia è una medicina complementare che si occupa di quelle che vengono definite disfunzioni somatiche, cioè quei problemi di funzione che si possono manifestare a livello di qualsiasi distretto corporeo. È una terapia esclusivamente manuale che non agisce sul problema organico, quindi non va a “curare” la malattia, ma lavora sul sistema corporeo nel suo complesso.

I: Come si applica l’osteopatia in ambito oncologico?

G: Quello che cerchiamo di fare è intervenire sul miglioramento della qualità della vita. Purtroppo, come dicevo, non andiamo ad intervenire sulla patologia, cerchiamo solo di evitare che alcuni sintomi, a volte antecedenti, non si acutizzino durante il periodo di terapia. In alcuni casi abbiamo ottenuto anche un miglioramento dell’intensità di quelli che per semplicità possiamo chiamare sintomi associati, purtroppo non c’è molta letteratura in merito quindi non ci sono dei protocolli da seguire, il trattamento è personalizzato e soggettivo.

I: È sempre possibile trattare il paziente oncologico?

G: No. Con il servizio è compresa la prima valutazione clinica osteopatica per valutare se e quale intervento manipolativo è attuabile.

I: Perché e quando potrebbe non essere idoneo il tuo intervento?

G: In generale laddove sono presenti delle metastasi il trattamento osteopatico è da escludere. Se invece non sono presenti metastasi bisogna comunque valutare attentamente il quadro clinico. Consideriamo che il paziente oncologico è una persona che sta passando un percorso difficile ed emotivamente stressante e che quindi può stare meglio anche solo prendendosi cura di se stesso e appoggiandosi ad una terapia complementare non farmacologica.
Il trattamento osteopatico di per se viene ridotto, sia per quanto riguarda la quantità di tecniche possibili da fare sia per le strutture su cui si interviene.
Ad esempio si lavora insieme anche agli altri operatori (di yoga, di reiki e psicologa) per il miglioramento della respirazione e spesso si consigliano degli esercizi da fare a casa per i vari dolori.

I: Che consiglio dai alle pazienti che vogliono iniziare un percorso con te?

G: Quello che consiglio sempre è di fare una prima valutazione, anche se la paziente ha il dubbio che l’osteopatia possa essere utile o meno, dopo di che io assieme all’equipe di Ancora Donna valutiamo se potrà essere utile o meno l’osteopatia o nell’eventualità indirizzeremo la paziente verso un altro servizio.

I: Grazie Giovanna per questa chiacchierata […].
G: Grazie a voi!

 

Per informazioni e richieste sui corsi e servizi attivi: Sportello c/o Day Hospital Emato-oncologico (IST piano 1) Policlinico San Martino – Largo R. Benzi, 10 – 16132 (Genova) Tel. 010.5555658 (lunedì-venerdì dalle 7.30 alle 12.30) – E-mail: info@legatumori.genova.it o szignaigo@legatumori.genova.it

 

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