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Alimentazione, dieta e falsi miti

Non bere acqua durante i pasti, saltare i pasti per dimagrire, frutta e integratori sono la stessa cosa. Queste e altre convinzioni infondate possono portare a una alimentazione sbagliata. La dietista LILT fa chiarezza spiegando, con dati e studi, quale sia la verità.

È vero che saltare i pasti aiuta a dimagrire?

Spesso si pensa che in previsione di una cena fuori o dopo aver mangiato troppo per alcuni giorni, la miglior soluzione sia saltare un pasto, ad esempio, non pranzare in previsione di una cena con amici… Niente di più sbagliato… Si arriverà a quella cena affamatissimi, si mangerà velocemente e ancora più del dovuto, con conseguenze negative anche sulla digestione, con lo stomaco, a riposo da ore e ore, che si troverà totalmente impreparato a ricevere una “bomba” di cibo.
Inoltre, in questo modo, vengono provocate brusche fluttuazioni dei livelli di insulina e glucosio nel sangue, che provocano un aumento del grasso addominale.
E se ancora non bastasse, fare tutti i pasti serve a far lavorare di più il metabolismo, per via della termogenesi alimentare.

È vero che per dimagrire bisogna eliminare pane e pasta?

Assolutamente NO! Eliminare pane e pasta, porta ad uno squilibrio della dieta: riducendo la quota di carboidrati, matematicamente si alza la percentuale di grassi, che è quella che va tenuta a bada per perdere peso. Certo, esagerare con la quantità e il condimento, porterebbe ad un aumento di peso, ma nelle porzioni corrette, con un condimento semplice e all’interno di una dieta bilanciata, permette di perdere peso e non fa assolutamente ingrassare! Ancor meglio se alternando con cereali integrali, di cui si può sfruttare l’effetto maggiormente saziante, oltre il fatto che, un buon apporto di fibra riduce l’assorbimento del colesterolo, riduce il picco glicemico e migliora il transito intestinale.

È vero che la frutta va mangiata lontano dai pasti?

Si sente spesso dire che mangiare frutta alla fine dei pasti non è una buona abitudine, per alcuni non aiuterebbe a perdere peso, per altri perché causa gonfiore. Cosa c’è di vero?
Alcuni componenti della frutta, come fibre e oligosaccaridi, possono, in effetti, in misura modesta rallentare la digestione, con conseguente sensazione di gonfiore, soprattutto nelle persone che hanno una particolare sensibilità intestinale (colon irritabile, colite, meteorismo…). In generale, se si escludono queste condizioni, concludere il pasto con un frutto può, in realtà, portare diversi benefici tra cui: far sì che gli zuccheri che contiene vengano rilasciati nel sangue più lentamente di quando si mangia la stessa frutta a digiuno. Mangiare la frutta come spuntino, ad esempio, induce una rapida risposta insulinica, che causa a sua volta un rapido ritorno del senso di fame.

È vero che i carboidrati a cena non si mangiano perché fanno ingrassare?

Falso. Questa convinzione è priva di fondamenta. I carboidrati non fanno necessariamente ingrassare e questo non cambia in base al momento in cui vengono consumati: si ingrassa principalmente per un eccesso di calorie introdotte e per una errata distribuzione di nutrienti rispetto al fabbisogno dell’organismo. Insomma, se si mangia più del necessario e con una dieta sbilanciata a favore dei grassi.
Potendo scegliere, è preferibile assumere la quota maggiore di carboidrati a pranzo, che danno un po’ più di energia per il resto della giornata, ma se non è possibile, non succede nulla se vengono assunti alla sera. L’importante è sempre che la quantità e il condimento siano corretti.
L’opinione comune, diffusa soprattutto tra gli sportivi, di non assumere carboidrati a cena, nasce principalmente dall’errata convinzione che se assunti prima di andare a dormire e in assenza di grosse attività fisiche, questi aumentino le probabilità di essere trasformati in grasso.
È bene sottolineare che il consumo energetico durante il sonno non è poi così diverso da quello di un’attività mattiniera sedentaria, come lo stare seduti ad una scrivania davanti a un computer. Ciò che è invece importante è non consumare a tarda sera pasti troppo abbondanti e ricchi in grassi, anche per una questione digestiva.

È vero che mangiare senza glutine è più salutare e non fa ingrassare?

Falso! Oggi molte persone scelgono di eliminare il glutine dalla propria dieta per seguire la moda del momento, un’idea talvolta rafforzata dai sempre più numerosi personaggi noti, non celiaci, che seguono la dieta gluten free. Ma la dieta senza glutine non è una moda, né una scelta, è l’unica terapia ad oggi nota, vero e proprio “salvavita” per curare la celiachia, infiammazione cronica dell’intestino tenue, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. I pazienti, in quanto tali, sono affetti da una vera e propria patologia e devono nutrirsi senza glutine per tutta la vita, in ogni circostanza. Chi non soffre di celiachia non ha vantaggi o benefici dall’esclusione del glutine. Anzi, adottare autonomamente la dieta senza glutine potrebbe rendere impossibile la diagnosi corretta di celiachia, qualora il paziente non sapesse ancora di esserne affetto, esponendosi così, in futuro, alle complicanze, anche gravi.
Inoltre, la dieta senza glutine non fa dimagrire e non migliora la forma fisica. Come per gli altri alimenti, gli effetti sul peso dipendono da quantità e qualità nutrizionale degli specifici alimenti abitualmente consumati, nell’ambito dello stile di vita condotto e non certamente dal glutine, complesso proteico presente in alcuni cereali.

 

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