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Tumore al Colon-Retto

Tumore al Colon e Retto

E' la seconda causa di morte per tumore nell’insieme dei due sessi in Italia. Ogni anno 34.000 persone si ammalano di un carcinoma colorettale e 17.000 muoiono per questa malattia. L’incidenza è elevata nei Paesi ad alto sviluppo economico e di conseguenza si ritiene che il rischio sia associato ad una dieta ricca di grassi, proteine, calorie, alcol e carne, ma povera di fibre, calcio e folati.


Fattori di rischio

I tumori colorettali presentano, sotto il profilo del rischio, tre caratteristiche di grande interesse:

  1. Fattori di rischio ambientali, prevalentemente di natura alimentare. I più documentati sono il sovrappeso e l’obesità, una dieta ipercalorica, il consumo di grassi animali e carni rosse. Un’alimentazione ricca di vegetali sembra svolgere un ruolo protettivo. Molto controverso è il ruolo del fumo di tabacco, mentre è unanime l’accordo sulla funzione protettiva dell’attività fisica indipendentemente dal peso corporeo.

  2. Lesioni precancerose, gli adenomi, che sono i precursori biologici della maggior parte dei carcinomi. La sequenza ADENOMA-CARCINOMA è ormai confermata, oltre che sotto il duplice profilo morfologico e clinico, anche da osservazioni biomolecolari.

  3. Fattori familiari ed ereditari, che determinano l’origine sicuramente genetica di due tipi di tumore colorettale, che sono il cancro derivante dalla poliposi familiare ed il cancro colorettale ereditario non su poliposi.
    Il rischio di questo tumore (come in altri), dopo i 40 anni aumenta con l’età.

  4. Malattie infiammatorie croniche dell'intestino.


Come si previene

Seguire una dieta bilanciata ricca di verdure e frutta fresca, limitata nella carne, povera di grassi, sale e conservanti contenenti nitrati. È determinante l’endoscopia, che mira ad evitare l’insorgenza del cancro attraverso la semplice rimozione, sempre per via endoscopica, dei polipi adenomatosi.


Diagnosi precoce

Dopo i 50 anni effettuare con cadenza biennale il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci e, in caso di positività, la colonscopia. Se esiste una storia familiare di carcinoma o polipi del grosso intestino, fin dalla giovane età è bene rivolgersi a specialisti esperti in gastroenterologia per concordare programmi individuali di diagnosi precoce basati su controlli colonscopici.
Il Servizio Sanitario Nazionale, attraverso le Regioni, offre a tutti gli uomini e le donne, a partire dai 50 anni di eta, la ricerca del sangue occulto nelle feci ogni due anni mediante comunicazione individuale ad entrare in un percorso, nel quale sono assicurati anche gli ulteriori esami di approfondimento e il trattamento eventualmente necessario (programma di “screening” organizzato).
Sono in corso di studio analisi molecolari di alterazioni geniche nelle cellule di esfoliazione del colon presenti nelle feci, quale nuovo approccio diagnostico non invasivo per individuare precocemente i tumori colorettali e perfino le lesioni precancerose.


Segni clinici

Modificazione delle abitudini intestinali: in particolare stipsi ingravescente ed alternanza fra stipsi e diarrea, perdita di sangue con le feci, dolori addominali di tipo colico.


Protocolli diagnostici

Markers tumorali (CEA, CA 19.9), rettocolonscopia con biopsia, TAC, RX clisma opaco.


Trattamento

Chirurgia - Resezione colica o colorettale (anche videolaparoscopica), chemioterapia pre e/o post-operatoria, associata (solo nel retto) a radioterapia preferibilmente preoperatoria.


 

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A partire dal 2006, lo Stato ha stabilito di destinare - a titolo sperimentale e in base alla scelta del contribuente - una quota pari al 5 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche a sostegno di particolari enti no profit o del finanziamento della ricerca scientifica, universitaria e sanitaria.

Sin dal primo anno della sua prima applicazione, il 5 per mille è stato immediatamente recepito dai contribuenti, superando abbondantemente le stime di 270 milioni. (Fonte: www.5-per-1000.it)

Dal 2007, scompaiono i Comuni tra i beneficiari e si mantengono ONLUS, associazioni e istituti per la ricerca scientifica e sanitaria. Viene inoltre fissato un tetto massimo pari a 250 milioni di euro. Nel 2009 vengono ammesse le associazioni sportive dilettantistiche, mentre nel 2010 il tetto massimo passa a 400 milioni di euro.

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